Le origini (nel Paese del Sol Levante)

La Denso Wave, una compagnia del gruppo Toyota, ha sviluppato nel 1994 il codice a risposta rapida (QR), l’erede bidimensionale del codice a barre. Di certo più capiente del precedente (accoglie migliaia di caratteri alfanumerici) questo piccolo quadrato, di aspetto piuttosto strano, ha “sfondato”, in poco più di vent’anni in più campi.

Applicato dapprima nella gestione delle scorte di magazzino, ben presto ha trovato ampia diffusione nella pubblicità e nella comunicazione. La “licenza libera”, voluta da Denso Wave, ne ha decretato un successo planetario. Il rilascio delle prime app ha permesso l’uso della rete web mediante smartphone. Cosicché ormai non si contano più le applicazioni che leggono il codice QR. E sono tantissimi i siti utili a coniare nuovi codes.

La scelta di Whatsapp

Whatsapp non è rimasta a guardare, proponendosi sia come “lettore” che come “scrittore”.  Stando alle ultime news, tra qualche settimana ci basterà solo un tap o un semplice photo-click per sapere “tutto di tutti”.

Sembra infatti imminente il varo di una versione rinnovata di Whatsapp, che prevede appunto la scrittura (o riscrittura) di un codice QR del proprio profilo e la decodifica di quello di altri utenti. Sono all’opera, già da un anno, gli sviluppatori della nota app di messaggistica per il rilascio di aggiornamenti validi per i due sistemi operativi Android ed IOS.

Pronte le versioni beta che, con l’ausilio dei tester, sarebbero in prossimità del traguardo per il rilascio di un aggiornamento definitivo.

Davvero utile?

A ben vedere, non si riscontra una particolare utilità nell’uso del nuovo codice. Al contrario costituisce già un problema il previsto accorpamento in esso del recapito telefonico, ritenuto, giustamente, dato sensibile. Una piccola attenuante potrebbe essere la possibilità di rigenerare, se occorre, un nuovo codice.

Di contro, il QR code previsto da Whatsapp diventa uno strumento di innegabile aiuto nella versione business dove gli operatori commerciali, e non solo, avrebbero modo di   presentarsi all’utenza con un veicolo di maggiore presa.

Il personal code sfiora il superfluo, pur essendo stato migliorato nella veste grafica con versioni colorate accattivanti.

Ma tant’è. In un mercato digitale sempre più sofisticato, a volte si fanno i conti con delle autentiche “inutilerie”. (termine inesistente ma appropriato).

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