Pare che SPID costituisca, in quest’ultimo periodo, un elemento trainante del processo di trasformazione digitale nel nostro Paese. Al pari dello smart-working diviene noto per le tragiche vicende del corona-virus.

I motivi di condivisione

Le esigenze degli italiani di farsi “identificare” per poter usufruire delle misure economiche messe in atto dal governo hanno lievitato le adesioni in modo esponenziale raggiungendo la ragguardevole cifra di7.300.000 utenze.

SPID (acronimo di Sistema Pubblico di Identità Digitale) rilascia una password unica che consente l’accesso al mondo digitale della Pubblica Amministrazione. Un autentico passe-partout che, al momento, apre le porte di circa quattromila Amministrazioni sul territorio nazionale (saranno diecimila a fine progetto).

I gestori d’identità e le modalità di richiesta

Tranne poche eccezioni, il codice è reso gratuito da tutti gli otto providers preposti (Poste, Infocert, Aruba, Tim, Sielte, Namirial, Lepida e Register). E resterà invariato per sempre, a meno di espresse richieste dell’utente.

A seconda del grado di sicurezza lo SPID è contrassegnato dai numeri 1, 2 o 3. Per il primo bastano username e password scelti dall’utente; ai quali, per il secondo step, si aggiunge la lettura di supporti quali smartcard o tessera sanitaria; in modo ancora più semplice, si può scaricare un’app “dedicata” sviluppata dal gestore (es. PosteID). Infine per ottenere SPID3 è richiesto il riconoscimento della persona. Che può avvenire: 1) online (quando si è in possesso di strumenti già “autentici” quali la Carta di Identità Elettronica, la Carta Nazionale dei Servizi o il Certificato di Firma Digitale), 2) per presenza fisica presso gli uffici di un identity provider muniti di carta d’identità e tessera sanitaria, 3) con webcam, previo appuntamento e con scansione dei documenti personali; in questo caso ci sono da pagare 15 euro. Lo stesso importo richiesto da Poste Italiane se trattasi di riconoscimento domiciliare.

Le categorie di utilizzo

SPID è richiesto ed utilizzato in molteplici campi della Pubblica Amministrazione come quelli dell’istruzione, fiscale, sanitario, previdenziale, catastale. Nello specifico: erogazione bonus per conseguenze al covid-19, iscrizioni scolastiche, servizi mensa, certificazioni, visure catastali, bonus docenti, prenotazioni, servizi sociali, richieste ed invio documenti, pagamento tributi, cedolini pensione, bonus cultura per studenti, dichiarazioni dei redditi e così via. SPID finanche nell’utilizzo di reti Wi-Fi pubbliche. Insomma è lecito pensare ad una progressiva eliminazione delle tanto odiate ed anacronistiche code perditempo.

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